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MENO MALE CHE CI SONO I DISTRETTI PRODUTTIVI. Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’Istituto San Paolo

distretti

La Direzione Studi e Ricerche di Intesa SanPaolo ha pubblicato il 7° Rapporto Annuale sull’Economia e Finanza dei distretti industriali italiani.
Il rapporto analizza i bilanci aziendali degli ultimi sei anni (2008-13) di circa 12.100 imprese, appartenenti a 144 distretti industriali e di 34.300 imprese non-distrettuali attive negli stessi settori di specializzazione.
Alla fine di quest’anno avranno recuperato pressoché interamente i livelli di fatturato del 2008, con tre anni di anticipo rispetto all’intero sistema manifatturiero italiano, che ritornerà ai livelli pre-crisi, se tutto va bene, solo nel 2018.
E, a dispetto di quanti li hanno dati prematuramente per morti, esportano a tutta birra: nel gennaio-settembre 2014 hanno esportato il 3,5% in più rispetto ai primi nove mesi del 2013, un tasso di crescita superiore a quello del settore manifatturiero della Germania (+2,1% nello stesso periodo), la locomotiva d’Europa.

I distretti industriali italiani nel 2014 hanno registrato una crescita stimata del fatturato intorno all’1%, a prezzi correnti, sovraperformando il manifatturiero italiano, che è rimasto stagnante.

A partire dal 2016, recuperati quest’anno i livelli di fatturato pre-crisi, i distretti italiani torneranno a crescere, grazie anche al contesto più favorevole, caratterizzato dal costo dell’energia più basso grazie al calo dei prezzi del petrolio, dal consolidamento fiscale ormai realizzato e dal cambio dell’euro con il dollaro, più favorevole rispetto al passato, ha evidenziato De Felice.
Tra il 2008 e il 2014 sono quasi cinque i punti percentuali di crescita in più per le imprese dei distretti rispetto alle aree non distrettuali. Alcuni distretti si sono rivelati particolarmente dinamici.
Al primo posto nella classifica stilata da Intesa si colloca la gomma del Sebino Bergamasco.
Tra il secondo e il quarto posto i vini del Chianti, il caffè, le confetterie e il cioccolato torinese, l’occhialeria di Belluno.
Seguono le calzature di San Mauro Pascoli, la concia di Arzignano, la pelletteria e le calzature di Arezzo, le calzature napoletane. Tra i migliori quindici distretti anche il prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, i vini del Veronese, i dolci di Alba e Cuneo, la pelletteria e le calzature di Firenze, la food machinery di Parma, le macchine per l’imballaggio di Bologna e il marmo di Carrara.

Per scaricare il report completo, clicca QUI


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