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GLI ADOLESCENTI ITALIANI CHE RAPPORTO HANNO CON I SOLDI ? Scarica la nuova ricerca pubblicata da Doxa

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Autore: Rino Scoppio

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La Fondazione al Risparmio, Doxa e American Express hanno pubblicato una interessante ricerca dal titolo “L’educazione al valore del denaro nella Generazione Z”.

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Ecco i principali risultati.

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Ben l’87% dei ragazzi intervistati possiede dei risparmi.

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Soldi frutto per lo più di regali che i parenti fanno nel giorno del compleanno, onomastico e feste comandate (74%).

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Ecco cosa ci fanno con i loro soldi i ragazzi italiani.

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La stragrande maggioranza dei ragazzi conserva i propri risparmi in casa.

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Nel 68% dei casi, genitori e figli parlano di soldi solo in riferimento a futuri acquisti.

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Temi come il risparmio (31%), l’educazione agli acquisti online (20%) o la comprensione delle carte di credito (20%) vengono discussi poco a casa.

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I genitori preferiscono dare ai figli denaro contante.

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Solo 1 ragazzo su 3 preferisce l’acquisto online.

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Genitori e  parenti iniziano a molto presto ad accantonare soldi per i propri figli.

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Nelle scelte di acquisto, esistono grandi differenze  tra maschi e femmine.

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Per leggere la ricerca completa, clicca QUI

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PON INIZIATIVA PMI (SME initiative)

|Autore: Giorgio Caracciolo|

Con Iniziativa PMI in arrivo 1,2 miliardi di nuove risorse per Sud Italia, Sicilia e Sardegna.

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L’Italia è il primo tra gli Stati Membri dell’Unione europea a concretizzare il nuovo programma di accesso al credito denominato SME Initiative, previsto dalla programmazione Ue 2014-2020 utilizzando lo strumento della cartolarizzazione di crediti esistenti che consente a banche e altri intermediari finanziari di liberare risorse per la concessione di nuovi prestiti alle piccole e medie imprese, incluso le micro.

Nei prossimi giorni il FEI pubblicherà un invito a manifestare interesse finalizzato a selezionare gli intermediari finanziari ammissibili (banche, istituti di garanzia, società di leasing).

I SOCIAL MEDIA: UN NUOVO CANALE PER MIGLIORARE LA RELAZIONE CON I CLIENTI. Scarica la nuova indagine pubblicata dall’ABI

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Rino Scoppio

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L’Associazione Bancaria Italiana (ABI), ha pubblicato la sua ultima ricerca “Banche e Social Media”.

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L’indagine è stata realizzata in collaborazione con Kpmg Advisory.

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Un dato risalta su tutti: il 90% delle banche sono attive sui social media.

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Questi non sono più visti come semplice canale di comunicazione ma anche come un importante punto di contatto con la clientela.

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Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn sono le piattaforme social maggiormente utilizzate.

(In verde le piccole banche. In rosso le grandi banche).

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Ecco i maggiori temi di conversazione.

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La relazione con il  cliente si rafforza sempre di più anche  avvalendosi degli strumenti di messaggistica.

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Le banche aggiornano costantemente le proprie pagine, con contenuti tipicamente bancari ma anche rivolti alle iniziative sul territorio.

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Ampio spazio viene dedicato a progetti su arte, cultura, spettacoli, sport, turismo e viaggi, tecnologia e iniziative no profit.

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Sui social cambia anche il linguaggio usato nel dialogo con le persone.

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Immagini e foto sono il principale strumento di comunicazione (con un peso pari al 42% sul totale delle tipologie).

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I social consentono dunque di raggiungere diversi obiettivi strategici:

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Non manca nello studio un focus sugli strumenti più innovativi che i social media stanno di recente mettendo a disposizione:

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– creazione gruppi di offerta,

– chatbots (software robotici che possono rispondere alle richieste più semplici dei clienti),

– anteprime di eventi e dirette streaming

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Per scaricare la ricerca dell’ABI, clicca QUI

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LE SCELTE DI RISPARMIO DEGLI ITALIANI. Leggi la ricerca pubblicata dal Centro Einaudi

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Il Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo hanno presentato “L’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2015”.

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Il progetto è basato su interviste effettuate da Doxa fra gennaio e febbraio 2015 a 1.076 famiglie detentrici di conto corrente bancario e/o postale.
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All’interno della famiglia è stato intervistato il principale decisore in merito a risparmio e investimento, ossia la persona più informata e interessata circa gli argomenti trattati nel questionario (nel 77 per cento dei casi, il capofamiglia).

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Il campione selezionato è rappresentativo per classi d’età, professioni, titoli di studio e zone geografiche.

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L’indagine affronta ogni anno un tema monografico.

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Nel 2015 l’attenzione si è concentrata sul ceto medio.
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Per scaricare lo studio, clicca QUI

LE BANCHE SONO ATTIVE SUI SOCIAL MEDIA? Leggi la ricerca pubblicata dall’ABI

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L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) in collaborazione
con KPMG Advisory ha presentato il report su Banche e Social Media.

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quando è stata svolta l'indagine

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L’85% delle banche intervistate e’ presente sui canali social e un ulteriore 7% e’ pronto ad esserlo nel prossimo anno.

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85% presente sui social

Insomma, le banche guardano con attenzione al mondo dei social
network, come Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn, grandi aggregatori di contatti e relazioni che permettono la comunicazione e la condivisione di testi, immagini e video.

contenuti

Le banche sono presenti in media su 4 ‘canali’.

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Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn sono le piattaforme social piu’ utilizzate.

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In media, ogni banca ha attivato 7 tra profili e pagine social.
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L’ 83% delle banche ha definito un piano editoriale per i social
media.

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Gli strumenti piu’ usati dalle banche per comunicare sui social network sono immagini e foto, post di solo testo e contenuti multimediali virali, come i video, che sono utilizzati dall’83% delle banche.

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Insomma, la gestione dei canali social e’ considerata strategica dalle banche.

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Il 97% ne mantiene il controllo, con un team totalmente interno oppure attraverso un team misto, composto da risorse della banca affiancate da agenzie/societa’ esterne.

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Per scaricare il report, clicca QUI

L’HOME BANKING IN ITALIA. Scarica l’indagine pubblicata da Che Banca!

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Che Banca! e Human Highway hanno pubblicato la ricerca Digital Banking Index.

 

E’ uno studio dedicato alla digitalizzazione dei servizi bancari e al comportamento dei clienti nella fruizione dei servizi online. 

 

Un vero e proprio osservatorio che nasce con l’obiettivo di misurare puntualmente le trasformazioni e i cambiamenti dell’evoluzione digitale nel retail banking in Italia.

 

Digital Banking Index è un appuntamento fisso a cadenza semestrale, una ricerca aperta, di sistema, per fornire in modo stabile i principali dati di scenario su come gli italiani abbracciano e abbracceranno il digital banking.

La prima edizione parte da una conferma: l’uso online dei conti ha raggiunto ormai una dimensione importante, analoga a quella di altri settori come l’e-commerce o il mobile commerce.

Sono 16,6 milioni gli italiani che hanno un conto online, praticamente il 70% della popolazione italiana digitalizzata (ovvero che usa internet regolarmente) e bancarizzata (che ha almeno un conto corrente), di sesso maschile (57,5%) e con ampia disponibilità di spesa e residenti principalmente nel Nord Italia.

Utenti Home
L’accesso prevalente è via web (76%) tramite PC (81%) per una media di 2,5 volte al mese, ma cresce in modo sempre più importante la fruizione in mobilità: il 21,8% (pari a circa 3 milioni) dichiara di usare con regolarità l’App della propria banca principalmente per operazioni informative o dispositive.

 

Un altro dato interessante è il ruolo di cerniera che l’App svolge fra canale digitale e operatività tradizionale (in filiale o telefono).

Il 32% delle App consente di trovare la filiale (o il Bancomat) più vicino e il 37% integra una modalità di contatto con l’assistenza clienti.

 

A riprova che il contatto umano in Italia continua a giocare un ruolo importante: non a caso il 70% dei correntisti online dichiara di recarsi in filiale una volta ogni tre mesi per effettuare operazioni di varia natura (informative e dispositive). 

 cosa fanno

Il 94% dei correntisti accede almeno una volta al mese al proprio conto online principalmente per consultazione (75%) e per disposizioni di pagamento (58%).

L’operatività sul trading e gli strumenti di risparmio identifica il segmento più evoluto del banking: conti più alti della media, strumenti bancari più numerosi, e maggior frequenza di accesso.

 

Sono in maggioranza uomini, al di sopra dei 55 anni, residenti in città medie e grandi, laureati (55% rispetto alla media del 25%), tutti acquirenti online e con tasso di utilizzo di dispositivi Apple doppio rispetto alla media

 Conti correnti on line

 

E i social media?

Sono ancora poco utilizzati come canale di contatto ma rivestono una grande importanza in prospettiva: l’80% dei correntisti online non ha alcun rapporto con la sua banca sui social network.

In ogni caso il canale più utilizzato è Facebook (13%).

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Per scaricare la ricerca, clicca QUI

LA REGIONE PUGLIA LANCIA IN NUOVO MICRO-PRESTITO FINO A 25.000 EURO. Possono accedere anche commercianti e professionisti. Ecco come funziona

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Il Microcredito/MicroPrestito d’Impresa è lo strumento con cui la Regione Puglia offre alle microimprese pugliesi già operative e non bancabili un finanziamento per realizzare nuovi investimenti.
L’iniziativa è attuata da Puglia Sviluppo SpA.

CHI PUÒ RICHIEDERE UN FINANZIAMENTO?

L’impresa deve:
  • aver emesso la prima fattura almeno 6 mesi prima della domanda preliminare (le imprese del settore del commercio devono aver emesso la prima fattura almeno 24 mesi prima della domanda ed aver avuto un fatturato di almeno 60.000€ negli ultimi 12 mesi)
  • avere meno di 10 addetti e non essere partecipata per la maggioranza da altre imprese
  • avere una delle seguenti forme giuridiche: ditta individuale, soc. coop., s.n.c., s.a.s., associazione tra professionisti, s.r.l. ordinarie e semplificate.
  • essere non bancabile, avendo rispettato negli ultimi 12 mesi tutti i seguenti requisiti:
    • non avere avuto liquidità per più di € 50.000
    • non essere stata proprietaria di immobili e macchinari per un valore superiore a € 200.000
    • non avere fatturato più di € 240.000
    • non aver beneficiato di finanziamenti superiori a € 30.000
QUALI ATTIVITÀ NON SI POSSONO FINANZIARE?
Il Fondo non finanzia i settori seguenti:
  • pesca, agricoltura e zootecnia
  • energia, acqua e fogne
  • lotterie, scommesse, case da gioco
  • organizzazioni associative
COME FUNZIONA IL FINANZIAMENTO?
Importo: da € 5.000 a € 25.000
Durata massima: 60 mesi (più preammortamento di 6 mesi)
Tasso di interesse: fisso, 70% del tasso di riferimento UE (da gennaio 2015 il tasso è stato 0,24%)
Rimborso: in rate mensili costanti posticipate. È possibile, in qualsiasi momento, estinguere il finanziamento
Modalità di rimborso: RID con addebito sul conto corrente.

Alle imprese che avranno rispettato tutte le scadenze del finanziamento sarà riconosciuta una premialità di importo pari a tutti gli interessi pagati.

SONO RICHIESTE GARANZIE?
Le garanzie patrimoniali e finanziarie sono richieste solo per le soc. coop., per le s.r.l. semplificate e per le associazioni professionali.

In questo caso saranno richieste garanzie personali nel caso in cui il patrimonio non sia proporzionato all’entità del finanziamento concesso.

L’impresa dovrà essere presentata da un garante morale o da una Associazione imprenditoriale o sindacale.
La garanzia morale o la presentazione tecnica – che non potrà essere rilasciata dietro compenso – non costituisce responsabilità patrimoniale del garante.
Potranno rilasciare garanzie morali persone che operano con un ruolo di riferimento in organizzazioni, associazioni, comunità o gruppi sociali purché radicati sul territorio.
QUALI SPESE SI POSSONO FINANZIARE?
Spese di investimento (almeno il 30% del totale):
  • opere murarie e assimilate
  • macchinari, impianti, attrezzature, automezzi di tipo commerciale
  • programmi informatici, brevetti e licenze
Altre spese:
  • materie prime, semilavorati, materiali di consumo
  • locazione di immobili, affitto apparecchiature di produzione
  • utenze
  • polizze assicurative
COME RICHIEDERE UN FINANZIAMENTO
Si compila su Internet una domanda preliminare sintetica.
Non è previsto l’invio di documenti cartacei.
Sono a disposizione sul territorio sportelli gratuiti informativi e di assistenza.
L’istanza di finanziamento vera e propria sarà redatta durante un colloquio di tutoraggio presso Puglia Sviluppo S.p.A.
Il bando si estende anche a commercianti e professionisti

Per maggiori dettagli, clicca QUI

LA NUOVA PROVOCAZIONE DI SNAPCHAT. “….se mi mandi quella certa foto…ti regalo dei soldini via chat…”

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SNAPCHAT è un’applicazione molto popolare fra gli adolescenti.

Consente di mandare foto e messaggi che si autodistruggono dopo pochi secondi…..potete immaginare di che tipo.

In queste ore Snapchat ha lanciato un nuovo strumento per trasferire denaro via chat.

Questa iniziativa nasce da un patto con Square, società di Mobile Payment creata dal fondatore di Twitter.

Da oggi gli utenti statunitensi di smartphone Android possono dunque inviare e ricevere denaro direttamente dall’interno della conversazione (l’aggiornamento per iOs è atteso a breve).

“Ecco 5$ per la mia quota del regalo”: il sistema riconosce la cifra e il simbolo della valuta e sblocca un bottone con cui spedire il pagamento così come si invierebbero una frase o una foto.

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Ovviamente non senza aver prima aperto o collegato un account su Square, una delle realtà che stanno ridisegnando l’ecosistema dei pagamenti in mobilità, da cui prelevare o in cui depositare i fondi.

A rivelare la novità è stato Evan Spiegel, 24enne fondatore di Snapchat.
Gli utenti di questa applicazione superano oramai i 100 milioni per una valutazione della società che secondo gli analisti sfiora i 10 miliardi di dollari.

Un domani potrà essere possibile effettuare un acquisto direttamente via chat e non solo scambiarsi denaro fra amici e contatti.

Ecco l’annuncio ufficiale di Snapchat

SE LAVORI IN BANCA, SCARICA QUESTA INTERESSANTE RICERCA.

banca

 

 

Oggi, in Italia, come in altre parti del mondo, il calo di redditività delle

Banche, accompagnato dalle trasformazioni di carattere socio demografico, dai

cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e dallo sviluppo della tecnologia,

sta modificando il modello distributivo ed, in particolare, il ruolo della Filiale.

Lo sviluppo di nuove tecnologie e  l’evoluzione multicanale

stanno permettendo alle Banche di adottare modelli distributivi alternativi e

meno costosi rispetto a quelli basati sulle Filiali, anche se il più delle volte

focalizzati su specifici segmenti di clientela e prodotti.

PWC ha pubblicato questa interessante ricerca sui nuovi modelli di retail bancario e finanziario.

Per scaricare il report, clicca QUI

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