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Category Archives: Editoria

L’ANALISI DEL SISTEMA EDITORIALE ITALIANO. Ecco i bilanci dei gruppi leader di mercato

copertina mediobanca

Il Centro Studi Mediobanca ha pubblicato il Focus sull’Editoria Italiana.

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Dal 2010 al 2014 la diffusione cartacea del totale dei quotidiani italiani è diminuita di oltre 400mila copie passando da 3,6 a 3,2 milioni al giorno.

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I ricavi dei gruppi leader sono diminuiti di 2 miliardi passando dai 5,9 del 2010 ai 4 miliardi  di euro del 2014.

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fatturati
Per scaricare la ricerca Mediobanca, clicca QUI

ARRIVA MUSIC INSIGTHS. Scopri dove si trovano i fan del tuo artista preferito

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Google lancia Music Insigths.

E’ un nuovo servizio legato al mondo della musica su Youtube.

La pagina infatti permette di “geolocalizzare” gli ascolti musicali stilando una classifica delle città dove ogni artista ha fatto segnare il maggiore numero di ascolti, una lista correlata – tra le altre cose – anche dall’elenco dei brani più ascoltati e dal totale delle visualizzazioni.

bruce

Ecco il link di Music Insigths….digita il nome del tuo artista

QUALI SONO I GIORNALI PIU’ LETTI IN ITALIA ? Leggi i dati pubblicati da Audipress

copertina lettori

Audipress ha pubblicato i dati dell’ultimo anno sui lettori dei giornali in Italia.

 

Con più di 46 milioni di lettori ogni mese (quasi il 90% della popolazione), la stampa si conferma un mezzo capace di raggiungere tutti i segmenti della popolazione.

 lettori in italia

Il dato si fonda su 48.924 interviste su un campione rappresentativo della popolazione italiana da 14 anni in su, lungo un calendario di 35 settimane, dal 22 aprile 2014 al 29 marzo 2015.

Per quanto riguarda i singoli quotidiani, in testa la Gazzetta dello Sport, seguita da Corriere della Sera e La Repubblica.

La ricerca conferma anche la penetrazione della lettura digitale, soprattutto nelle classi socio-economiche superiori e medio-superiori.

Il numero degli italiani che scelgono il digitale come formato esclusivo è aumentato in particolare per i quotidiani: +6% rispetto all’indagine precedente.

Ecco la classifica dei principali quotidiani:

Gazzetta dello Sport : 3.251.000 lettori di carta e/o copie digitali replica e 3.149.000 di carta.

Corriere della Sera ha 2.530.000 lettori di carta e/o copie digitali replica e 2.350.000 di carta.

La Repubblica ha 2.493.000 lettori di carta e/o copie digitali replica e 2.282.000 di carta.

Corriere dello Sport ha 1.547.000 lettori complessivi,

La Stampa:  1.280.000,

Il Messaggero: 1.175.000,

QN Il Resto del Carlino: 1.097.000,

Il Sole 24 Ore: 889.000,

Tuttosport: 823.000,

Il Mattino: 728.000.

Il Giornale: ha 484.000 lettori complessivi,

Il Fatto Quotidiano: 424.000,

Avvenire: 356.000,

Libero: 270.000.

Per quanto riguarda la free press:

Metro ha 826.000 lettori di carta e/o copie digitali replica;

Leggo ne ha 748.000.

Per leggere i dati completi, clicca QUI

LA LETTURA DEI LIBRI IN ITALIA. Scarica il report della Nielsen con i primi dati del 2015

copertina nielsen

Sono ancora una volta i libri per bambini a trainare verso un cielo più sereno il mercato del libro.

 andamento macrosettori

Forti, in questo inizio anno, di un alleato in più: le librerie indipendenti, che non solo contribuiscono per il 75% a questa crescita dell’editoria per ragazzi ma attenuano con le loro performance anche il segno meno della fiction.

E’ la conferma che emerge dall’indagine Nielsen per AIE presentata al Salone internazionale del libro di Torino nell’ambito del convegno Il paesaggio dopo la tempesta. Sette parole per raccontare il 2015.

 

Il mercato del libro verso il segno + a inizio 2015?

Il settore, relativamente ai soli canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione, escluso Amazon) nei primi quattro periodi dell’anno (da gennaio al 18 aprile), ha fatto segnare un -2,6% a valore (fatturato) e un -4% a volume (copie), dimezzando i valori negativi dello stesso periodo del 2014.

Questo significa in valori assoluti che si sono vendute in questa prima parte dell’anno circa 1milione di copie in meno (1.039.000 per la precisione) per un minor fatturato di 8,4milioni di euro.

I generi del 2015crescono i ragazzi, tiene sostanzialmente la fiction, perde la non fiction: cresce ulteriormente il peso dell’editoria per ragazzi, che vede un incremento importante, pari al 6,4% a volume.

Oggi oltre 2 copie delle 10 vendute complessivamente nei canali trade (il 22% del totale, per la precisione) sono di libri per bambini e ragazzi.

Si riduce del -4,1% il peso della non fiction generale (la saggistica), del -5,6% per la non fiction pratica (lifestyle) e di un –5,4% la non fiction specialistica (manualistica pratica). Sostanzialmente stabile la fiction (-1,1%) proprio grazie al ruolo delle librerie indipendenti, che ne attenuano il segno meno.

L’online è in calo invece per la non fiction pratica (guide, libri di cucina, lifestyle).

E’ segno più per le librerie indipendenti in questi primi mesi del 2015, che registrano una crescita del +2,3% a volume e dell’1,9% a valore.

Cresce ulteriormente l’online, diminuiscono le librerie di catena (-3,9% a copie e – 3,7% a valore) e crolla la Grande distribuzione (-14,8% a volume e -12,2% a valore).

L’online registra un segno + (al netto di Amazon).

Gli altri indicatori?

Nel primo trimestre 2015 sono diminuiti i titoli dei libri di carta (-3,4% rispetto allo stesso periodo del 2014), aumentano invece del 66,6% quelli digitali (tutti dati nella tabella in allegato).

Per scaricare il report della Nielsen, clicca QUI

E’ UFFICIALE. Da oggi parte il nuovo accordo fra Facebook e gli editori. Ecco come funziona

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L’annuncio ufficiale di Facebook.

E’ operativo il nuovo accordo con gli editori di quotidiani e periodici.

Il nuovo prodotto si chiama Instant Articles.

Permette di creare, all’interno dell’app iOS di Facebook, articoli «veloci e interattivi».

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Facebook spiega la nuova offerta come risposta alla crescente condivisione di news all’interno del social network, specie su mobile, che ormai da anni è la prima piattaforma di accesso (nell’ultima trimestrale il 73% dei ricavi arrivavano proprio dall’app per smartphone).

Il problema è la lentezza di caricamento: da click sul link all’apertura dell’articolo l’azienda calcola che in media ci vogliano 8 secondi.

Con Instant article l’apertura diventa 10 volte più veloce.

Instant Articles introduce inoltre una serie di funzioni interattive che stanno sperimentando al momento 9 grossi partner: The New York Times, National Geographic, BuzzFeed, NBC, The Atlantic, The Guardian, BBC News, Spiegel e Bild.

Partner

 Sarà possibile zoomare e esplorare le foto ad alta risoluzione inclinando il telefono, guardare video in auto-play scorrendo l’articolo, mappe interattive esplorabili, didascalie audio e la possibilità di mettere like e commentare le singole parti di un articolo.

L’esperienza sembra ispirarsi alle web stories che da qualche anno sono diventate una opportunità per visualizzare in profondità – con video, grafiche, testo e immagini – reportage e storie anche di ampio respiro.

Ecco il video:

Il punto più delicato è il modello di business e il rapporto con gli editori, visti i trascorsi di Google. Facebook, a differenza di Google News che dà solo una anteprima e un link a un articolo, con Instant Articles fa qualcosa di più ma propone allo stesso tempo una spartizione dei ricavi ai publisher.

 Instant Articles offre agli editori il controllo sulle proprie storie, brand experience e opportunità di monetizzazione.

Gli editori possono vendere pubblicità all’interno dei propri articoli e mantenere le entrate, oppure possono scegliere di utilizzare Facebook Audience Network per monetizzare gli spazi invenduti.

Gli editori avranno anche la possibilità di monitorare i dati e il traffico attraverso comScore e altri strumenti di analisi» spiega la nota di Facebook.

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Come aveva scritto il Wall Street Journal, le pubblicità potranno apparire all’interno a Instant Articles.

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Nel caso in cui queste siano vendute dagli editori, il 100% dei ricavi rimarrà a loro, se invece se ne occuperà Facebook, dovranno rinunciare al 30%.

Ecco l’annuncio ufficiale

L’INDUSTRIA DEL CINEMA IN ITALIA. Leggi il rapporto con tutti i numeri del 2014. #checchozalonetornapresto

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ANICA ha pubblicato i dati sul mercato cinematografico italiano nel 2014.

Da un lato il settore della produzione continua a mostrare un aumento significativo del numero dei film italiani prodotti, segno della moltiplicazione delle opportunità: 201 titoli hanno ricevuto nel 2014 il nulla osta alla pubblica proiezione, di cui 194 di iniziativa italiana, in aumento rispettivamente di 34 e 38 rispetto al 2013.

In questa tendenza positiva, la riduzione delle coproduzioni è un segnale d’allarme, poiché indica un ripiegamento sulla produzione 100% nazionale (+ 43 titoli).

D’altro canto, le risorse economiche destinate alla produzione non aumentano proporzionalmente al numero di film: +38 film di iniziativa italiana prodotti corrispondono a solo +12 milioni di euro rispetto al 2013, dato che mette in evidenza una forte frammentazione degli investimenti e quindi il calo del budget medio per film.

Rimane invariato, infatti, il numero di titoli che hanno dichiarato un costo medio superiore a 2,5 milioni, budget già di gran lunga inferiore alle medie internazionali.

Mentre aumentano significativamente i film con budget fino a 0,8 milioni di euro (da 80 a 112), assorbendo quasi completamente la variazione positiva del numero rispetto all’anno precedente, abbassando ulteriormente una media film già ai minimi termini.

Di grande interesse l’aumento graduale del peso dei contributi regionali (Fondi e Film Commission), che incidono nel 2014 per circa il 4% del totale.

Irrilevante l’entità dei fondi europei che alimentano la produzione di iniziativa italiana, meno dell’1% del budget complessivo.

L’evoluzione dell’accesso alle forme di incentivo fiscale mostra la maturità dello strumento: sono ormai pochi i film che non richiedono almeno una forma di tax credit e sono tutti compresi tra quelli a basso e bassissimo budget.

E’ quasi raddoppiato il numero degli interventi di tax credit esterno, con un +62% di valore degli investimenti, triplicato nel caso dei settori manifatturieri, e del tax credit distribuzione, presumibilmente attivato dai film che hanno reale accesso al circuito delle sale commerciali.

Mercato sala
Per quanto riguarda il mercato sala, i dati 2014 divulgati a inizio 2015 da Cinetel hanno già dato il quadro generale sull’anno passato, in calo per incassi e presenze di circa il 7% sul 2013.

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La serie storica Cinetel mostra un riallineamento del 2014 sul livello di circa 10 anni fa, dopo un periodo complessivamente migliore (con superamento per diversi anni dei 100 milioni di presenze e dei 600 M€ di incasso).

La quota di mercato Italia tiene nel 2014, al 27%, ma mostra un preoccupante calo nel primo trimestre 2015, dove scende al 25% (-8 punti percentuali sullo stesso periodo del 2014), su un mercato totale anch’esso in discesa di ancora il 6%, rilevato a fine marzo.

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Per scaricare il rapporto, clicca QUI

IL MERCATO MONDIALE DELLA MUSICA DIGITALE. Scarica gratis il rapporto 2015 pubblicato da IFPI

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La musica digitale è pronta al sorpasso sui dischi fisici, compact disc o vinile che siano.

I ricavi ottenuti a livello mondiale grazie alla vendita di file mp3 hanno pressoché raggiunto quelli fisici.

Nel 2014 sono stati incassati 6.9 miliardi di dollari, il 46 per cento del mercato globale, testimonia il Digital Music Report della IFPI, la Federazione internazionale dell’industria fonografica.

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I ricavi dei servizi di musica digitale hanno insomma quasi pareggiato quelli generati dalla vendita di supporti fisici, e sono cresciuti lo scorso anno del 6,9 per cento.

Ciò testimonia una profonda trasformazione nel modo di ascoltare e acquistare la musica, ma i nuovi consumi dell’industria musicale sono solo una parte della rivoluzione in corso, i cui effetti non sono ancora terminati.

Si affermano sempre più lo streaming gratuito e i servizi in abbonamento che hanno visto un rapido aumento dei ricavi (+39%), mentre scendono quelli ottenuti attraverso il download (-8%).

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Il numero dei consumatori a pagamento per i servizi musicali è aumentato del 46.4% raggiungendo quota 41 milioni.

I ricavi totali nel 2014 hanno registrato una leggera flessione dello 0.4% per un valore di 14.97 miliardi di dollari.

L’artista che ha venduto di più nel mondo: Taylor Swift

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Ecco la classifica di album e singoli:

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Per scaricare l’intero report, clicca QUI

LE VENDITE DEI QUOTIDIANI IN ITALIA. Leggi i dati completi

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Accertamenti Diffusione Stampa (ADS) ha pubblicato i nuovi dati sulle vendite dei quotidiani in edizione cartacea e digitale.

Ecco le novità.

Le diffusioni totali dei quotidiani italiani (comprensive delle copie cartacee e di quelle digitali) a dicembre 2014 si sono attestate poco sopra i 4 milioni.
Rispetto a novembre la flessione è stata del 4% mentre a confronto con un anno prima il calo è stato ancora maggiore: -7% con oltre 292mila copie perse fra quelle diffuse in media ogni giorno, abbonamenti compresi.
Allo stesso tempo le edizioni digitali sono aumentate del 3% su base mensile e sono state il 25% in più rispetto a un anno prima.
Il che significa 537.775 copie «2.0», pari al 13% del totale di quelle diffuse complessivamente ogni giorno.
A livello generale qualcosa si sta quindi muovendo visto che in un anno le copie digitali sono passate dal 10 al 13% delle diffusioni complessive.
Crescita dunque, ma ancora i margini di miglioramento sono non indifferenti.
Il Sole 24 Ore ha 201.022 copie digitali di media a dicembre 2014.
Solo nell’ultimo mese sono cresciute del 2,9%, ma sono balzate del 34,7% su base annua (con un +69,2% di copie singole) e sono il 329% in più rispetto a gennaio 2013 (primo mese delle rilevazioni in cui sono state inserite le copie digitali).
A seguire sulle copie «2.0» ci sono il Corriere della Sera (81.918 copie, in calo del 2,7% su base mensile e dell’11,8% rispetto a dicembre 2013) e La Repubblica (71.962 copie, in crescita del 7,4% mensile e del 23,6% annuo).
Considerando copie cartacee e digitali, il quotidiano di Rcs rimane il primo per diffusione complessiva (393.792 copie), seppure in calo del 3,3% su base mensile, del 12,5% su base annua e del 13,9% se si va a prendere il primo dato di gennaio 2013, mese di partenza delle rilevazioni digitali).
Al secondo posto – e per il quarto mese consecutivo – si colloca Il Sole 24 Ore che ha ridotto il suo distacco dal Corriere della Sera ponendosi a sole 11.680 copie di distanza.
Per il quotidiano del Gruppo 24 Ore, infatti, dicembre si è chiuso con 382.112 copie (in crescita del 2% sul mese precedente, dell’11% su dicembre 2013 e del 35,7% rispetto al mese di gennaio del 2013), aumentando il suo distacco su la Repubblica, distanziata di 25.852 copie e che ha chiuso dicembre 2014 a quota 356.260 (+0,6% su base mensile; -6,4% sull’anno e -11,7% rispetto a gennaio 2013) comunque confermandosi prima per le copie vendute esclusivamente in edicola (243.321) davanti al Corriere della Sera (236.604).
Proprio sul fronte edicola, per il Sole 24 Ore i ricavi da edicola cartacea a prezzo pieno e invariato sono risultati in crescita del 5,9%, in controtendenza rispetto all’andamento del mercato.
Per quanto riguarda gli altri principali quotidiani, La Stampa (220.627 copie; stabile sul mese precedente e rispetto a dicembre 2013) è al quarto posto per diffusione complessiva seguita da Gazzetta dello Sport (211.350; +4,4% mensile, ma -5,8% annuo), Il Messaggero (136.124; +0,1 mensile e -1,8% annuo), Qn Il Resto del Carlino (120.022; -1,6% mensile e -3,7% annuo), Avvenire (117.969; +0,5% mensile e +5,4% annuo), Il Corriere dello Sport (101.989; stabile rispetto a novembre e -10,9% sull’anno) e Il Giornale (93.966; +0,8% mensile e -11,5% su base annua).

Per scaricare i dati completi, clicca QUI

IN ITALIA QUANTI LIBRI SI LEGGONO ? Scarica l’indagine pubblicata dall’Istat

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L’Istat ha pubblicato il rapporto “LA PRODUZIONE E LA LETTURA DI LIBRI IN ITALIA”.
Ecco i principali indicatori.
Nel 2014, oltre 23 milioni 750 mila persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali.
Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%.

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La popolazione femminile mostra una maggiore propensione alla lettura già a partire dai 6 anni di età.
Complessivamente il 48% delle femmine e solo il 34,5% dei maschi hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno.
La quota di lettori è superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 ed i 19 anni mentre la fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (53,5%).
Quasi una famiglia su dieci (9,8%) non ha alcun libro in casa; il 63,5% ne ha al massimo 100.

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I “lettori forti”, cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 14,3% dei lettori, una categoria sostanzialmente stabile nel tempo.
Per scaricare il rapporto dell’Istat, clicca QUI

IL MERCATO DEL LIBRO IN ITALIA. Scarica l’indagine Nielsen.

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Tutto il mercato del libro è in crisi in Italia.

C’è un solo segmento che cresce: gli E-BOOK.

Per scaricare l’indagine Nielsen, clicca QUI.

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