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Category Archives: Formazione

TANTE STATISTICHE SU ISTRUZIONE E FORMAZIONE IN ITALIA E NEI PAESI DELL’U.E. Scarica i documenti

monitoriaggio

Pubblicata con cadenza annuale, la relazione illustra l’evoluzione dei sistemi di istruzione e formazione in Europa.

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Mette insieme gli ultimi dati quantitativi e qualitativi, recenti relazioni tecniche e studi, nonché documenti e sviluppi strategici.

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Pur soffermandosi soprattutto sui dati empirici, ogni sezione della relazione di monitoraggio reca chiare indicazioni politiche per gli Stati membri.

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La relazione di monitoraggio sostiene l’attuazione del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e formazione rafforzandone la base di conoscenze e collegandolo più strettamente alla più ampia strategia Europa 2020.

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Per scaricare il report completo per tutti i paesi dell’U.E, clicca QUI

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Per scaricare la sezione dedicata all’Italia, clicca QUI

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COSA CERCANO LE AZIENDE. COSA VOGLIONO I CANDIDATI. Scarica l’indagine pubblicata da AlmaLaurea e CentroMarca

Copertina Alma

A Milano sono stati presentati i risultati dell’indagine “I neolaureati nel mondo del lavoro – Canali di reclutamento, profili, esigenze delle imprese”.

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La ricerca è stata realizzata da AlmaLaurea in collaborazione con Centromarca, Associazione Italiana dell’Industria di Marca.

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Scopo dell’indagine è esaminare, attraverso le opinioni espresse dai responsabili della selezione del personale di 256 aziende (industriali, dei servizi e del mondo agricolo) le strategie di reclutamento e i punti di forza e di debolezza riscontrati nei neolaureati.

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In particolare, l’indagine mette a fuoco il processo di selezione delle aziende: dai canali di ricerca più utilizzati alle competenze più richieste nei candidati, passando per gli aspetti del curriculum considerati più rilevanti, fino alle competenze trasversali maggiormente ricercate ed effettivamente riscontrate.

Cosa cercano le aziende nei candidati

Il rapporto, condotto nel 2014 ed elaborato nel 2015, pur non avendo la pretesa di rappresentare l’interopanorama del tessuto imprenditoriale nazionale, evidenzia a livello complessivo un mismatch tra ciò che il mondo delle imprese si aspetta dai neolaureati e il livello di competenze effettivamente espresso.

Mismatch

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I ragazzi cosa guardano nella loro ricerca del lavoro?

Cosa cercano i ragazzi Alma

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E’ stata indagata anche l’efficacia dei vari titoli di studio.

Efficacia della laurea

Per scaricare il report di AlmaLaurea, clicca QUI

UNA IMPORTANTE OPPORTUNITÀ DI FORMAZIONE PROMOSSA DA SPEGEA

Copertina MBA

Il 13 novembre 2015 parte la Iedizione dell’ EMS – Executive Master MBA Serale di Spegea.

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È un percorso formativo che mira alla crescita professionale di coloro che già lavorano ma che sono attenti a rinnovare e aggiornare costantemente il proprio bagaglio conoscitivo.

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Spegea, a fronte di oltre 30 anni di esperienza nel campo dell’alta formazione manageriale, vuole essere oggi più che mai un punto di riferimento per tutti quelli che intendono cambiare prospettiva, che intendono conciliare l’attività lavorativa con la necessità di formarsi investendo per la propria carriera manageriale.

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In quest’ottica si inquadra il Master MBA serale.

È un programma formativo di eccellenza per quelle imprese o organizzazioni che vogliono investire nello sviluppo dei collaboratori più motivati, disponibili a mettersi in discussione valorizzando le proprie potenzialità sia per se stessi che soprattutto per la crescita delle aziende in cui operano.

 Programma

Per le aziende, l’importo della quota di iscrizione può essere completamente finanziato dai Fondi Interprofessionali (FONDIMPRESA-FONDIRIGENTI).

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Per tutte le informazioni si può visitare il sito di Spegea o contattare Gaetano Diolaiuto (tel. 080/591.94.37-11e mail: g.diolaiuto@spegea.it).
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Scarica la brochure dell’Executive MBA.

MASTERPROF. Il nuovo progetto lanciato dagli scatenati allievi dell’istituto Galilei-Costa di Lecce

master prof

MasterProf è il progetto degli studenti della 3ª A dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce.

È un’iniziativa per valorizzare i migliori docenti italiani, quelli che sperimentano metodi e pratiche innovative nella didattica, aprono le menti dei ragazzi e coinvolgono anche il tessuto sociale e imprenditoriale del territorio.

“No ordinary teachers“ è il motto di questa caccia virtuale ai superprof, con l’obiettivo che i fuoriclasse contribuiscano a gettare luce su una professione che in Italia negli ultimi anni ha segnato il passo in termini di prestigio e di riconoscimento sociale.

MasterProf è nato a fine aprile.

I ragazzi, coordinati dagli insegnanti Elisabetta D’Errico e Daniele Manni (uno dei due finalisti italiani al Global Teacher Prize, il “premio Nobel per l’insegnamento”), hanno invitato altri studenti (attuali o ex), ma anche docenti, dirigenti, amici e parenti a segnalare sul sito web storie, in ogni regione d’Italia, di professori extra-ordinari che lavorano in scuole di ogni ordine e grado, dalle materne alle superiori.

A oggi sono giunte più di 100 segnalazioni: 115, per la precisione.

I nomi sono tutti pubblicati sul portale dell’iniziativa con relativa regione di provenienza, ordine scolastico e discipline insegnate.

Pur ispirandosi al già menzionato Global Teacher Prize, MasterProf non è infatti una competizione e non ci sono né giurie né vincitori.

Tanto che oltre alle segnalazioni, i docenti possono anche autoproporsi per valorizzare la propria storia. 

I ragazzi stanno anche cercando degli sponsor per questo loro progetto.

classe

Ecco il link di MasterProf.

I PROFILI PROFESSIONALI PIU’ RICERCATI IN ITALIA E ALL’ESTERO. Scarica la ricerca pubblicata da Manpower

Copertina profili

L’Italia è alla ricerca di lavoratori altamente specializzati, ma anche di medici e di chef.

È quanto emerge dal “Talent Shortage 2015”, l’indagine annuale condotta da ManpowerGroup che coinvolge, oltre 41.000 responsabili di Risorse Umane di 42 Paesi.

In Italia, nonostante un tasso di disoccupazione ancora alto, c’è ancora un 28% delle aziende che riscontra difficoltà nel trovare lavoratori con le giuste competenze.

Secondo l’indagine, arrivata alla sua decima edizione, è finita l’era in cui ad essere richiesti erano ingegneri, laureati in economia e commercio, architetti, avvocati e notai.

Quello che oggi le aziende italiane chiedono sono professionisti con competenze tecniche e specifiche di ogni settore.

New entry rispetto allo scorso anno, i macchinisti, che coordinano e regolano i processi produttivi, mentre slittano dal terzo al secondo posto le segretarie, gli assistenti di direzione, gli assistenti amministrativi e il personale di back office.

italia

Ritroviamo sul podio anche i tecnici specializzati che operano per il corretto funzionamento delle attrezzature tecniche.

Nelle prime dieci posizioni compaiono inoltre i medici, tra le motivazioni ci sono il ricambio generazionale dei “medici-primi baby boomer” e il progressivo invecchiamento della popolazione.

Anche l’IT vede crescere i suoi addetti soprattutto per i programmatori delle start-up e per chi si occupa di sviluppare applicazioni per il mobile.

Il mondo aziendale, continua invece ad avere bisogno di professioni in ambito commerciale.

Il turismo è inoltre un settore in crescita che può offrire diverse opportunità d’impiego soprattutto in ambito alberghiero e nella ristorazione.

A livello globale, la maggiore difficoltà nel trovare lavoratori con le giuste competenze viene riscontrata in Giappone dove la quota di aziende che lamentano difficoltà è dell’83%.

Tendenza simile si riscontra anche in Perù, Hong Kong, Brasile e Romania dove si registra un tasso di difficoltà superiore al 60%.

Le posizioni più difficili da reperire a livello globale sono quelle degli addetti specializzati nelle lavorazioni, soprattutto chef, pasticceri, macellai, meccanici ed elettricisti.

 mondo

Per scaricare la ricerca di Manpower, clicca QUI

IL CAPITALE UMANO NEL MONDO. Scarica gratis il report pubblicato dal World Economic Forum

copertina human

Il World Economic Forum ha pubblicato ieri “The Human Capital Report 2015”.

Il primo rapporto interamente dedicato alla capacità di un paese di crescere i talenti tramite l’istruzione, lo sviluppo e l’utilizzo delle competenze

 

L’Italia fatica ad avere un capitale umano all’altezza dei suoi competitor.

 

Siamo 35esimi su 135 paesi ma il dato più allarmante forse è un altro.

E cioè il 118esimo posto per disoccupazione giovanile.

 


Il rapporto del Wef valuta la capacità di fare leva sul capitale umano.

 

In testa si posiziona la Finlandia, davanti alla Norvegia e alla Svizzera.

 

A seguire si trovano il Canada, il Giappone, la Svezia, la Danimarca, l’Olanda, la Nuova Zelanda e il Belgio.

 

Per trovare l’Italia nel ranking bisogna scendere fino al 35esimo posto.

 classifica

Una posizione che la colloca prima della Spagna (41esima), ma dietro agli Stati Uniti (17esimi), alla Francia (14esima), al Regno Unito (19esimo) e alla Germania (22esima).

 

Degno di nota è poi il fatto che tute le economie emergenti figurano abbastanza indietro nella classifica nonostante trainino da anni la locomotiva della crescita.

 

La Cina infatti è solo 64esima, il Brasile 78esimo e l’India 100esima.

 


A proposito del nostro paese il rapporto sottolinea come sia sostenuto dai passati investimenti in capitale umano, ma anche frenato «da posizioni relativamente basse nella qualità dell’istruzione, nella formazione e nell’andamento del mercato del lavoro».

 

Una circostanza che balza agli occhi analizzando il “country profile” dedicato all’Italia.

 

Le “zavorre” principali sono soprattutto il tasso di disoccupazione dei 15-24enni (116esimo posto) e la loro elevata disoccupazione (118esimo).

 

Mancanza di lavoro che è drammatica anche tra gli over 65 dove ci posizioniamo al 114esimo posto.

 

Anche il nostro fronte scolastico lascia a desiderare: per la qualità del sistema di istruzione secondaria e terziaria ci posizioniamo al 57esimo posto. sia pure associato a un 15esimo posto nel conseguimento del diploma.

 

E – altra nota dolente – siamo ancora più indietro tanto per il numero di laureati (62esimo posto per i 25-54enni) quanto per la qualità dei servizi di formazione dei dipendenti (116esimo posto).

 


Tutto questo le imprese sembrano saperlo già da tempo.Sulla percezione dello sviluppo del capitale umano che le imprese hanno l’Italia si colloca ben sotto la sufficienza per la capacità di attirare talenti (voto 2,3 in una scala 1-7) e di mantenerli (2,6).

 

Promozione piena invece per la qualità delle business schools (5,08) e dell’istruzione in matematica e scienze (4,47).

 

Per scaricare il rapporto, clicca QUI

LA FORMAZIONE DEGLI ADULTI IN ITALIA E IN EUROPA. Scarica gratis il rapporto pubblicato dalla Cisl

Copertina

In questi giorni la Cisl ha pubblicato il Rapporto sulla Formazione degli adulti in Italia e in Europa.

I dati purtroppo non sono incoraggianti.

Solo una persona ogni tredici – tra i 25 e i 64 anni – partecipa nel nostro Paese ad attività di istruzione e formazione permanente.

La partecipazione ad attività formative in Europa

Una quota, pari al 7,6% degli aventi diritto, ancora molto lontana dall’obiettivo del 15% fissato da Europa 2020 (la strategia decennale per la crescita sviluppata dall’Unione europea).

Fra il 2008 – anno di inizio della crisi – e il 2014 si sono persi oltre 900mila posti di lavoro.

Occupati in Italia
Secondo le tabelle pubblicate dall’organizzazione sindacale, la quota di popolazione tra i 25 e i 64 anni che partecipa all’apprendimento permanente è rimasta sostanzialmente stabile intorno al 6% dal 2007 al 2013 per poi segnare un balzo al 7,6% nel 2014, un dato comunque ancora lontano dal 10,7% della media europea (era all’8,1% nel 2007).

Attività fotmative in Europa negli ultimi 12 mesi

I dati italiani mostrano una distribuzione delle opportunità formative molto sperequata a danno degli addetti che hanno un basso titolo di studio, delle persone non più giovani, di coloro che lavorano nelle piccole imprese.

Si accentua così il dualismo del mercato del lavoro e la diseguaglianza nella società.

Ad essere penalizzato nella formazione è soprattutto il Sud, con tassi di partecipazione nel 2014 inferiori al 5 per cento.

Discrepanza formazione al sud

Per scaricare il rapporto della CISL, clicca QUI

FACEBOOK PRESENTA LA SUA NUOVA PIATTAFORMA DI FORMAZIONE. Ecco come funziona

copertina scopricome

Facebook presenta il nuovo progetto BluePrint.

E’ una nuova iniziativa di formazione dedicata ad agenzie, partner e professionisti del marketing.

 Copertina Blue Print

Si offrono risposte e occasioni di formazione per tutti i professionisti del marketing che lavorano nelle Piccole e Medie Imprese (Pmi), grandi brand e agenzie.

Si spiega concretamente come usare al meglio Facebook e lanciare campagne efficaci, ottenendo i risultati di business desiderati.

BluePrint è pensato per i due milioni di inserzionisti che operano sul social network e che va ad affiancarsi all’Ads Manager app che aiuta gli utenti business a gestire le campagne pubblicitarie.

Alle Piccole e Medie Imprese e a tutti coloro che per la prima volta si occupano di attività di marketing sulla piattaforma, Facebook affianca il programma Learn How, il nuovo centro di learning online che aiuta le aziende a “spremere” il massimo dalle Pagine e dalle inserzioni su Facebook.

Blueprint ha un eLearning center, con oltre 35 corsi online e vanta tracce organizzate per categoria, come il direct response marketing e tracce dedicate a ruoli specifici, come il digital buying.

Blueprint eLearning integra con facilità altri programmi di insegnamento e sviluppo ed offre report per tenere traccia dei progressi e dei risultati.

Il centro Blueprint eLearning è disponibile in inglese per desktop e mobile.

cellulare blue print

In futuro si espanderà in altre lingue.

Per la pagina ufficiale di Bluprint (in inglese), clicca QUI

Per la pagina ufficiale di Learn to How (in italiano), clicca QUI

TI OCCUPI DI LAVORO E FORMAZIONE ? Ecco una nuova importante banca dati da consultare

isfol2
Isfol e Istat hanno presentato un nuovo strumento di di analisi:

il ‘Sistema informativo sulle professioni’

E’ un insieme aggiornato di dati utili sui percorsi di lavoro, di formazione e di sviluppo della carriera.
Assembla e arricchisce le informazioni sull’occupazione attuale e tendenziale e sulle caratteristiche delle professioni presenti nel mercato del lavoro. 
Gli utenti potenziali di tale sistema sono decisori politici, imprese, istituzioni pubbliche, giovani in cerca di lavoro, lavoratori, operatori della formazione, operatori del mercato del lavoro e famiglie”.
In tempo reale si possono ottenere informazioni qualitative e dati statistici utili a definire politiche del lavoro e della formazione nonché a scegliere percorsi professionali, di aggiornamento e di sviluppo di carriera.

Il Sistema informativo delle professioni è nato “dall’idea di valorizzare il patrimonio di dati statistici e-o amministrativi che diversi soggetti, in prevalenza istituzioni pubbliche, producono con finalità di vario genere”.

Nell’ambito del sistema sono descritte e analizzate circa 800 unità professionali, rappresentative dell’intero panorama del mercato del lavoro.
“E’, infatti, possibile navigare -si chiarisce- attraverso la classificazione delle professioni e ottenere informazioni e dati relativi a stock di occupati, caratteristiche delle professioni, fabbisogni professionali, previsioni di assunzione a breve e a medio termine, incidentalità, incrocio domanda-offerta di lavoro, offerta di formazione professionale e mercato del lavoro locale (a livello regionale), iscritti agli ordini professionali”.
Attualmente, gli attori che partecipano al Sistema e che producono informazioni sono: Isfol, Istat, ministero del Lavoro, Unioncamere, Inail, Regione Veneto, Regione Liguria, albo professionale agrotecnici. Sono in procinto di entrare nel Sistema Miur, Inps e Enpam.

Un generico utente può decidere di accedere al Sistema informativo per acquisire informazioni sulle caratteristiche dell’unità professionale di suo interesse, per esempio quella identificata dal codice 21141 ‘Analisti e progettisti di software’.

L’utente può scegliere di entrare nel Sistema attraverso la porta del sito Isfol (professionioccupazione.isfol.it), cominciando ad acquisire, per la professione scelta, le informazioni che riguardano i fabbisogni professionali (conoscenze e competenze da aggiornare nel breve termine) e le prospettive di occupazione a medio termine.
Proseguendo attraverso gli altri ‘nodi’ del Sistema, potrebbe verificare se e dove, al momento della consultazione, sono disponibili delle concrete offerte di lavoro da cogliere al volo (sito del ministero del Lavoro).
Può, inoltre, ottenere informazioni relative al numero e alle caratteristiche degli occupati che esercitano quella professione (sito Istat), alle previsioni di assunzione nel breve termine (sito Unioncamere), nonché ai rischi e agli incidenti connessi al suo svolgimento (sito Inail).
Se la professione di suo interesse fosse tra quelle regolamentate, l’utente potrebbe continuare il suo percorso di navigazione nel Sistema consultando il sito dell’ordine professionale di riferimento (per esempio il sito degli Agrotecnici), per sapere più in dettaglio quanti sono coloro che possono esercitarla legittimamente e la loro distribuzione per sesso, classe di età e territorio.

Ecco il link.

LA FORMAZIONE DEGLI ADULTI IN EUROPA. Scarica l’indagine Eurydice

eurydice

Il rapporto Eurydice sostiene lo scambio di politiche e buone prassi tra paesi e si concentra sulle misure che garantiscono ai gruppi più vulnerabili di discenti adulti, in particolare chi possiede scarse competenze di base o qualifiche insufficienti, accesso appropriato alle opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita.
I sei capitoli del rapporto comprendono:
– dati statistici sull’istruzione e la formazione degli adulti,
– gli impegni politici a livello nazionale,
– le tipologie principali di programmi di sostegno pubblico,
– la flessibilità nell’apprendimento
– i percorsi di avanzamento,
– le iniziative realizzate
– i servizi di consulenza, il sostegno finanziario mirato.
Il rapporto è principalmente basato su dati raccolti nel 2014 e copre 35 sistemi educativi nazionali in 32 paesi europei (tutti gli Stati membri nonché Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Turchia).
Oltre alle informazioni di Eurydice, il rapporto comprende anche dati da una vasta gamma di progetti di ricerca e statistiche da studi internazionali.

Per scaricare il rapporto, clicca QUI

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